bassorilievo San Francesco | Fonti San Francesco

Laudata sie sora Aqua che dai alli homini salute et longevitate

Cit. “Istoria Serafica”
da un’edizione del sec. XVII°

Le Fonti San Francesco

Le acque del Parco Termale Fonti di San Francesco, situato nel Comune di Verucchio a 15 km da Rimini, hanno origini antichissime: secondo la tradizione e le fonti storiografiche San Francesco di Assisi, il Santo dei Santi, durante il suo passaggio intorno all'anno 1.213 compì in zona dei miracoli, tra cui dare corso ad una fonte d’acqua benedetta (la Fonte di San Francesco) e piantare il secco bordone di cipresso con cui pellegrinava, che oggi è un albero monumentale (7,5 m di diametro e 25 m di altezza), conservato nel chiostro del convento da egli fondato nell'attuale Comune di Verucchio, e che i botanici datano di almeno 700 anni. Il Comune di Verucchio, in virtù della presenza di tali sorgenti, fu riconosciuto Stazione idrotermale e climatica con decreto N. 15 – 144/45 – 2/1.
e piantare il secco bordone di cipresso con cui pellegrinava, che oggi è un albero monumentale (7,5 m di diametro e 25 m di altezza), conservato nel chiostro del convento da egli fondato nell'attuale Comune di Verucchio, e che i botanici datano di almeno 700 anni.

Il Comune di Verucchio, in virtù della presenza di tali sorgenti, fu riconosciuto Stazione idrotermale e climatica con decreto N. 15 – 144/45 – 2/1.

La storia

Nel 1924, si  verificò un primo tentativo di utilizzo terapeutico delle acque delle Fonti di San Francesco, condizionato dalle scarse conoscenze tecnologiche del tempo. All’epoca era tanto l’afflusso di turisti, che le Ferrovie Padane organizzavano in estate uno speciale collegamento da Rimini.

Nel 1932 fu rilasciato dal Prefetto della Provincia di forlì il decreto N. 18819 di autorizzazione per l’utilizzazione ad uso di bibita sul posto delle acque delle fonti minerali di San Francesco in Verucchio;
Nel dopoguerra ci furono diverse iniziative mirate a creare presso il Parco Fonti di San Francesco un centro termale a supporto della realtà balneare della riviera riminese, che stava nascendo.
Così si legge in articoli d’epoca:
“Visita di specialisti d’Idroterapia alle Sorgenti di San francesco”: la stazione idroterapica di Verucchio ufficialmente riconosciuta per le sue acque Salso-Iodo-Bromurate ha avuto la gradita partecipazione di specialisti d’Idroterapia che hanno provato come queste sorgenti di San Francesco miracolosamente sorte, secondo la tradizione, nel luogo in cui sostò il Santo di Assisi, debbano essere considerate fra le prime d’Italia” – Da “Il Corriere della Costa del Sole”, 1 Maggio 1947;
Il 13 Settembre 1948 lo stesso autorevole giudizio fu confermato dal Convegno Nazionale di Talassologia, come nella Pergamena d’onore a lato.

Nel dopo guerra l'attività stentò a partire e solo negli anni '70 si attuò un rilancio del Prco termale a seguito di ricerche e sondaggi che portarono alla scoperta di un bacino naturale fossile la cui acqua, analizzata presso il laboratorio dell’Istituto di Idrologia dell’Università di Pavia, risultò avere le stesse capacità curative di quelle conosciute nelle “Antiche Terme di San Francesco”. Con l’assunzione di tali dati si procedette nel maggio del 1981 all’esecuzione dei lavori tecnici di impiantistica necessari al prelevamento delle acque ed alla loro utilizzazione per cure idropiniche.

Le Fonti oggi

Ad oggi il centro idropinico non è più in funzione, nonostante il buono stato conservativo dei pozzi di captazione, ed il Parco Termale Fonti di San Francesco è stato inserito nel nuovo PSC del Comune di Verucchio come Polo Funzionale di Rango Termale, prevedendo come trasformazioni consentite all’interno del suo perimetro di oltre 8 ettari le seguenti destinazioni d’uso e gli indici di potenzialità edificatoria.

Destinazioni d’uso:

  • complesso termale
  • piscina
  • campi da tennis
  • pista da pattinaggio
  • maneggio
  • zona ristoro all’aperto
  • altri servizi scoperti

Potenzialità edificatoria (in S.U.):

  • terme = 3.700 mq
  • centro idropinico = 450 mq
  • servizi igienici = 300 mq

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Il Parco ospita una moderna osteria da 80 coperti interni oltre al dehors e può disporre di un giardino di 23.000 mq, dotato di strutture di servizio e arredi del verde, per l’organizzazione di feste, banchetti, eventi.

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Il Parco Termale si colloca a 15 Km da Rimini, a 125 m sul livello del mare, in una vallata ai piedi della strada panoramica che si inerpica fino al centro storico dell’antico Borgo di Verucchio.
Il Comune gode da alcuni anni di un ottimo risalto culturale e di nuovo lustro urbanistico: dal 2005 riceve dal Touring Club Italiano il riconoscimento della bandiera arancione, marchio di qualità ambientale destinato alle piccole realtà dell’entroterra (142 nazionali, di cui 3 in Valmarecchia).
Verucchio è un borgo di epoca medioevale, è l’avamposto della Valmarecchia verso la riviera riminese e si inserisce all’interno di un contesto paesaggistico-culturale di ampio respiro: il fascino della Repubblica di San Marino, la gioviale Santarcangelo di Romagna, le esoteriche San Leo e Montebello, i percorsi Francescani, Malatesta, le ippovie, i percorsi ciclistici, le terre del Sangiovese.
Variegata è l’offerta culturale di Verucchio.
Il Museo Civico Archeologico, all'interno di un antico monastero dei Padri Agostiniani del XIII sec conserva i resti delle civiltà villanoviane-etrusche, qui viinsediate durante l’età del ferro.
La Rocca del Sasso, tra le più grandi e meglio conservate rocche malatestiane, testimonia il succedersi di diverse architetture che vanno dal XII al XVI sec: all'interno si possono visitare le stanze, notevoli collezioni di armi medievali, le segrete e la cima del mastino da cui si ammira una vista unica: qui si affermò il Mastin Vecchio, capostipite dei Malatesta, citato nella Divina Commedia.
Il Convento francescano dei Frati Minori, fondato da San Francesco nel 1213 fu citato nel testamento di Malatesta da Verucchio del 1311: si tratta quindi della più antica fondazione della Provincia Francescana di Bologna.
A Villa Verucchio si trova inoltre il Rimini Golf Club, con un campo da 18 buche progettato da Brian M. Silva, ed uno executive da 7 buche.
Ogni anno nel mese di Luglio si svolge il Verucchio Festival, qualificato appuntamento di musica etnica e nuove sonorità, per la direzione artistica di Ludovico Einaudi, mentre ad Agosto le Feste dei Malatesta rievocano il borgo medievale con parate, banchetti, cene di corte e giostre cavalleresche e d'armi.

La Valmarecchia

In Valmarecchia non c'è borgo che non abbia un edificio imponente, collina o promontorio da cui non si affacci una torre o una rocca, i numerosi castelli sovrastano non solo grandi ma anche piccoli centri urbani, chiese raccolgono opere di notevole bellezza, e molti agglomerati di case mantengono ancora le strutture medievali di un tempo.

San Leo

San Leo, Bandera Arancione, è situata a metri 583 s.m su un enorme masso roccioso invalicabile a cui si accede per un'unica strada tagliata nella roccia. Sullo sperone si eleva l'inespugnabile Forte trasformato in prigione durante il dominio pontificio, in cui furono rinchiusi l’Alchimista Conte di Cagliostro, che vi morì nel 1795, e il Patriota Felice Orsini (1844). La città ospitò Dante e S. Francesco d'Assisi, che qui ricevette in dono il Monte della Verna dal Conte Orlando di Chiusi nel Casentino.

Maiolo

Maiolo è un comune montano che ha preso il posto, ereditandone il nome, dell'omonimo borgo vicino, distrutto, secondo una leggenda avvolta in un alone di mistero, in una notte di fine maggio del 1700 da una frana rovinosa che tuttora intriga i geologici e gli storici. Al suo caratteristico pane, prodotto con farine locali e con metodi tradizionali, viene dedicata un'apposita fiera annuale.

Sant'Agata Feltria

, gioiello culturale e paesaggistico, con Rocca Fregoso in posizione dominante, il Teatro A. Mariani ricco d'arte, i suggestivi conventi, una estesa corona boschiva e la nota Fiera Nazionale del Tartufo che si tiene ad Ottobre, costituisce un forte richiamo turistico.

Talamello

Talamello è scrigno di opere artistiche antiche come la celletta affrescata da Antonino Alberti nel 1437 e moderne come il Museo-pinacoteca di Fernando Gualtieri. Importanti le iniziative di valorizzazione di prodotti tipici: in autunno la Fiera delle Castagne della Valmarecchia e la fiera dell’Ambra di Talamello, il tipico formaggio di fossa maturato nel banco di roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso.

Casteldelci

Casteldelci, punto d'incrocio tra Marche, Toscana ed Emilia-Romagna, nelle vicinanze del Monte Fumaiolo, sorgente del Tevere, nel Medioevo vide l'insediamento di rocche e castelli. Qui nel 1250, nacque il celebre condottiero Uguccione della Faggiola, che avrebbe ospitato nel suo castello Dante Alighieri, ricevendone in cambio la dedica della Divina Commedia.

Pennabilli

Pennabilli, Bandiera Arancione, stretta da un forte legame col Tibet e sede di eventi di richiamo, è un paese vescovile dall'impianto medioevale all'unione di due antichi castelli. Tonino Guerra vive e lavora a Pennabilli dal 1989, qui ha dato vita a numerose installazioni artistiche, mostre permanenti che prendono il nome de "I Luoghi dell'anima".

Novafeltria

Novafeltria è il perno economico della Comunità Montana, conserva interessanti edifici come il Palazzo Municipale del XVIII secolo e le Chiese di Marina e San Pietro in Culto, nonchè il Museo Storico Minerario, uno dei principali e più riforniti d’Europa che documenta l'imponente attività perpetrata nei secoli per l'estrazione dello zolfo e raccoglie testimonianze archeologiche che vanno dall'età del bronzo alle civiltà Umbra, Etrusca e Romana.

Torriana

In cima ad uno sperone roccioso si trova Torriana, l`antica "Scorticata" con i resti della Rocca Malatestiana e la Torre, detta “il balcone della Romagna”. Poco distante, su un altro cucuzzolo, si erge il borgo di Montebello ove si può visitare la Rocca che ancora oggi racchiude i segreti del fantasma di Azzurrina, figlia albina del feudatario, scomparsa per sempre nelle segrete nel 1375 all’età di cinque anni.